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UN FERMO BIOLOGICO NECESSARIO MA … INSUFFICIENTE
| Pesca e Acquacoltura - Novità |
Lunedì scatterà il fermo biologico per mar Ionio, Tirreno e Mar Ligure che durerà trenta giorni.
Ripartiranno però, lo stesso giorno, le marinerie dell’Adriatico, che raccolgono il 75% del pescato in Italia e quindi non si sentirà la mancanza sui mercati di naselli, frittura e moscardini.
I pescatori, di fronte al fermo biologico precisano : un mese di sosta non serve, non si ripopola il mare in 30 giorni. Occorre una scelta diversa di gestione dei compartimenti: quando ci si ferma occorre che tutti i tipi di pesca vengano bloccati e per un periodo di almeno due mesi. La cassa integrazione in deroga come viene applicata agli artigiani potrebbe essere uno strumento per indennizzare i pescatori.
Il fermo pesca ha l’obiettivo di garantire il ripopolamento o meglio, l’accrescimento del novellame di molte specie ittiche bersaglio delle nostre flotte e vanto delle nostra cucina cercando di salvaguardare la nostra produzione dal collasso. Ma ci sono altri esempi di riorganizzazione del comparto. In Sicilia, ad esempio, grazie all’attivazione dei Piani di Gestione, con la misura comunitaria 1.4, la 'piccola pesca' potra' ricevere premi per la riduzione volontaria dello sforzo di pesca e per l'utilizzo di attrezzi piu' selettivi, e con la 3.1 potranno essere finanziate alcune attivita' dei Consorzi di gestione per la pesca artigianale (CoGePa), come l'individuazione delle zone marine o dei periodi nei quali la pesca e' vietata o limitata, e la tutela delle zone di deposito delle uova e delle aree di nursery. E, attraverso altre misure del fondo comunitario, potranno essere finanziati anche progetti pilota e iniziative per avviare la diversificazione dell'attivita' e l'acquisizione di adeguate competenze professionali.
E’ fondamentale riproporre in altre aree del territorio nazionale quelle progettualità che hanno ottenuto buoni risultati altrove, e che possono sostenere i pescatori e le loro famiglie, in primo luogo lasciando inalterati i livelli occupazionali, e poi facendo in modo che possa avvenire una reale trasformazione del settore, passando però necessariamente per la piccola e la grande pesca, attraverso l’attivazione della Cassa Integrazione in deroga, strumento in grado di permettere a tutti un fermo biologico totale e di durata sufficiente a garantire la riproduzione e la crescita delle specie ittiche.
In questo modo una parte dei fondi potrebbero sostenere il fermo biologico, e un’altra parte indirizzare la ricerca verso un futuro meno invasivo e in accordo con la Natura, ma soprattutto in maniera tale che siano gli stessi pescatori a scrivere la loro storia e che non venga oltremodo calata dall’alto senza conoscerne completamente le specificità.
A cura del dott. Erminio Di Nora
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