PESCATORI RIDOTTI ALLA “LISCA”
La proposta del Ministero avanzata nei giorni scorsi, è quella di fermare da Trieste a Gallipoli dal sedici luglio al tre settembre pagando trenta giorni ad imprese e lavoratori.
Per il Tirreno e Ionio, invece, si proporrebbe lo stop dal 20 agosto al 30 settembre, pagati 30 giorni.
Per le misure post-fermo, in Adriatico, si profilerebbe una riduzione di soli tre giorni lavorativi a settimana per le dieci settimane successive al periodo di interruzione.
L'intenzione dell'Amministrazione è quella di presentare lo schema di fermo pesca 2012 alla Commissione Consultiva Centrale del 19 giugno.
Nella stessa riunione si dovrebbe essere chiamati a pronunciarsi sulla proposta della
direzione generale, presumibilmente restrittiva, in merito alle reti americane (gemelle), e voi pescatori, cosa ne pensate?
Questa è la domanda alla quale ci chiedono di rispondere al più presto.
Sono ormai anni che utilizziamo i mass media per sollevare la questione connessa al periodo di fermo :
- almeno 60 giorni retribuiti;
- zone di tutela biologica;
- misure di accompagnamento;
- regolamenti attuativi del pesca turismo e dell’ittiturismo;
- pesche speciali ;
- valutazione socio-economica delle isole minori, quali Ponza e Ventotene;
- sburocratizzazione del comparto;
- nuove modalità di acquacoltura.
Da una parte si costituisce il GAC del sud-pontino, Gruppo di Azione Costiera, importante per lo svolgimento di attività di promozione e valorizzazione, indispensabile per la presentazione di progetti, la gestione della fascia costiera, ecc., dall’altra parte non si considerano le richieste dei pescatori di valutare attentamente il periodo di fermo, da realizzare nei mesi a cavallo tra metà maggio e metà luglio, secondo le richieste della categoria, essendo ritenuto il momento più giusto per favorire la riproduzione delle specie.
I pescatori CHIEDONO che i fondi della pesca e dei pescatori siano destinati principalmente a progetti utili al futuro del mare e della categoria : presso i porti, per il ripristino e il dragaggio dei porticcioli, per la realizzazione dei servizi igienici, per la messa in sicurezza dei porti fluviali, per il controllo della pesca illegale anche sui laghi, per la valorizzazione e promozione del pesce di scarso valore commerciale, ma anche e non solo per l’avvicinamento dei giovani a questo mestiere.
Non vogliamo che si utilizzino strane formule per togliere con una mano e dare con l’altra.
In questo caso facciamo riferimento alle licenze sperimentali o a Compartimenti Marittimi per i quali viene chiesta la fusione unicamente per “predare” il prodotto lì dove è stato maggiormente tutelato, creando così una guerra tra poveri e una disparità di trattamento.
Erminio Di Nora
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