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SANO COME UN PESCE
| Pesca e Acquacoltura - Novità |
Sono ormai in piena evidenza tutti i benefici legati ad una sana alimentazione abbinata ad un corretto stile di vita.
Di conseguenza si rende sempre più necessario volgere lo sguardo sui problemi dell’alimentazione che quotidianamente ogni famiglia deve affrontare tenendo ben presente sia l’aspetto economico sia quello educativo, senza soffermarsi troppo su ciò che rientra “tout court” nell’ambito politico.
Se da un lato però viene dato per incontrovertibile il concetto secondo cui il cibo più adatto alla salute umana proviene dall’acqua, dolce o salata che sia, dall’altro si assiste ad una vistosa diminuzione del consumo di pesce che in Italia si attesta ad un misero 6%, “in barba” al concetto di Dieta Mediterranea.
Nonostante, infatti, sia proprio il prodotto ittico a garantire una maggiore protezione dal rischio cardiovascolare grazie alla presenza degli acidi grassi essenziali, capaci di ridurre il colesterolo e la pressione arteriosa, si continua ad osservare un netto calo proprio del consumo di pesce azzurro (fonte primaria di Omega 3).
Lo stile di vita attuale (mancanza di tempo e di competenza nella preparazione del cibo) ha spostato poi l’attenzione del consumatore verso l’acquisto di prodotti pronti per la cottura, inclusi quelli ittici.
Ed ecco quindi (anche in questo settore così come è accaduto per il consumo di carne) l’incremento di pietanze preconfezionate che limitano l’acquisto alle qualità ittiche commercialmente più pregiate.
Tale comportamento, ha incentivato il settore dell’acquacoltura che oggi fornisce a livello mondiale ben 60 milioni di tonnellate di pesce, contro i 100 milioni di tonnellate ottenuti con la pesca professionale.
Un altro significativo aspetto di tale incremento è da ricercare nello spopolamento dei mari (in primis, proprio il Mar Mediterraneo), cui si potrebbe porre rimedio attuando un corretto fermo biologico durante il quale i pescatori professionisti possono trovare sussistenza economica occupandosi proprio di acquacoltura.
Sarebbe opportuno inoltre cercare di contrastare lo svuotamento dei mari, incentivando il consumo di pesce azzurro e delle qualità che hanno un ciclo vitale breve (triglie, sogliole), evitando le specie sovra sfruttate come pesce spada, cernia, salmone, merluzzo, novellame e quelle a rischio estinzione come il tonno rosso.
L’importanza del consumo di pesce al posto della carne è ormai certificato scientificamente. La presenza degli acidi “omega3”, nei grassi alimentari provenienti dal consumo ittico, aggiunti ai bassi valori dei trigliceridi, non solo facilitano una maggiore fluidità del sangue, ma recenti studio svolti presso Università di Pittsburg (U.S.A.) hanno dimostrato che mangiare pesce diminuisce la vulnerabilità del nostro cervello a malattie come l’Alzheimer o il decadimento cognitivo.
Il pesce appartiene ad un gruppo di alimenti ricchi di proteine pregiate, vitamine ed
oligoelementi che producono specie nei ragazzi in fase di crescita corporea ed intellettiva, indubbi vantaggi salutistici, senza bisogno di dover acquistare in farmacia ciò che la
natura offre “spontaneamente”.
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