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UNA PORTA CHIUSA DALL’ESTERNO
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Mi sembra di vivere in un mondo per pochi, dove nessuno vuole realmente entrare per vedere, per sapere, per ascoltare.
Basta guardare dall’esterno per comprendere che quella porta è meglio tenerla chiusa, serrata, murata, buttare via la chiave.
E se qualche richiesta d’aiuto ne dovesse mai uscire, chi farebbe cosa?
Quasi come se quell’universo, così diverso, sia meglio tenerlo lontano dagli sguardi di chi lo conosce solo di riflesso, per sentito dire.
Allontanare le cose che non vogliamo vedere, altrimenti poi siamo costretti a usare anche la coscienza.
E usare questa parte del nostro essere potrebbe divenire impegnativo, e quindi meglio evitare.
Perché attendere che “l’ultimo” venga da noi per manifestare la propria richiesta?.
Se la porta di una casa resta chiusa ci possono essere due motivi principali :
- è vuota, e quindi disabitata;
- in quella casa si vive un disagio, che può essere fisico o mentale, o anche di altra natura.
Cosa ci costerebbe bussare e chiedere?
Vivere nell’indifferenza è diventata per qualcuno una regola di vita, quasi come se questo qualcuno fosse immune alle esperienze difficili, agli episodi che nella società odierna attanagliano genitori e figli.
Droga, alcool, disagio mentale e fisico, solo per citare alcuni degli effetti di uno stato di cose che sembra divenire indefinitamente vorticoso e pieno di un vuoto nel quale nessuno si vuole calare per “lavorare” .
Disoccupazione, educazione, chiesa, famiglia, carriera, alcune delle cause che “scollano” l’uomo dalla realtà, dai propri figli, da un futuro che per le nuove generazioni è già “il presente”.
Mi sembra di vivere quotidianamente nel giorno del giudizio, quello nel quale ognuno, prima di morire, avendone la possibilità, chiede perdono e analizza la propria vita.
Fuggiamo via dal dolore, e corriamo verso una meta che spesso non conosciamo.
A noi basta allontanarci da quella condizione per sognare qualcosa di stupendamente bello, un mondo tutto nostro.
Alla fine della corsa però possiamo ritrovarci in quella casa chiusa dall’esterno, e vivere una condizione difficile, come quella che un tempo guardavamo in lontananza per paura di restarne coinvolti emotivamente.
La soluzione???
Non esiste una risposta a questa domanda, almeno credo, ma riuscire a vivere ciò che ci circonda in tutte le sue parti, belle e brutte che siano, certamente ci aiuta a camminare senza correre, ad apprezzare il profumo dei fiori e del mare in tempesta, ad amare e condividere qualcosa che non avremmo mai pensato di incontrare e conoscere, ma soprattutto a non lasciare mai NESSUNO SOLO PER CASO, chiuso dall’esterno in una casa senza porte e finestre, senza alcuna possibilità di sperare di ritornare a vivere con dignità e rispetto.
Una cosa è certa : chiunque entrerà in quella casa sarà sempre accolto con Amore da coloro che già conoscono e vivono in un “mondo diverso” senza averne PAURA, ma con consapevolezza e condivisione.
E allora, come canta Liga : la vita è una scelta e il meglio deve ancora venire!!
Italo Erminio Di Nora
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