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MINTURNO: LA BELLEZZA CHE VIENE DAL MARE

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MINTURNO: LA BELLEZZA CHE VIENE DAL MARE

IL FUMO DEI POLITICANTI E LE SPERANZE DEI CITTADINI

 

L’allevamento di cozze non può essere un argomento da discutere singolarmente, senza considerare una programmazione utile alla gestione della costa

La fascia costiera riveste un ruolo di estrema importanza per la moltitudine di fenomeni biologici che la caratterizzano e per la pressione che l’uomo vi esercita sia direttamente che indirettamente.

 

La crescente antropizzazione delle coste, l’estensione dell’agricoltura e delle zootecnie intensive, il processo di industrializzazione progressiva, il forte sviluppo delle attività turistiche, l'erosione delle coste, l'irrazionale sfruttamento delle risorse, sono tutti processi che alterano l'equilibrio della fascia costiera. Inoltre l’ambiente costiero riveste una notevole importanza anche dal punto di vista socio-economico che sanitario, in quanto vi si svolgono una gran numero di attività (industria, pesca, acquacoltura, turismo balneare e nautico, portualità, ecc.) che entrano spesso in conflitto tra loro, comportando talora gravi ripercussioni nei settori di volta in volta interessati.

Gestire la fascia costiera, nell'ottica dello sviluppo sostenibile, vuol dire armonizzare l'integrità dell'ecosistema con i processi e le attività economiche che insistono nelle zone marine costiere, e gestire situazioni conflittuali che nascono dalla sovrapposizione di interessi economici ed ecologici con caratteristiche spesso antitetiche.

Ciò richiede un approccio e una formazione multidisciplinare, ma soprattutto un rapporto uomo-mare che trovi il giusto equilibrio tra le diverse esigenze umane e la conservazione ambientale.

Un corretto programma di organizzazione del territorio applica le leggi cardine dell’ecologia moderna e soprattutto realizza il principio della contiguità nel mosaico territoriale di fasce soggette allo sfruttamento delle risorse e di zone coperte da tutela.

Oggi sta crescendo la determinazione che un buon uso di tale spazio vitale non può che discendere da un approccio “integrato”.

L’approccio integrato nella gestione è un tentativo di generare relazioni corrette tra le parti, escludendo quelle attività che causano più danni che reali benefici, più costi reali che ricavi.

In questo scenario complesso, la pesca e la produzione ittica in generale giocano un ruolo centrale nell’ambito della fascia costiera, sia per i potenziali che esprimono nel sistema agroalimentare nazionale e comunitario che per la sensibilità che mostrano ad impatti eccessivi, che vanno dal sovrasfruttamento alle modifiche  degli ecosistemi costieri.

Nel mondo della pesca va sempre più diffondendosi la consapevolezza che si tratta di un’attività soggetta non solo a regole economiche, ma soprattutto a regole ecologiche e che la prosperità delle imprese dipende dallo “stato di salute” e dalla disponibilità della risorsa.

Una moderna gestione della fascia costiera deve infatti passare attraverso una saggia politica di conservazione delle risorse e del loro ambiente così come indicato dal "codice di condotta per una pesca responsabile (FAO, 1995)” e rafforzato negli ultimi piani triennali della Pesca ed Acquacoltura (MIPAF) e come indicato dall'apposita normativa regionale.

 

La "gestione" della fascia costiera in aree complesse come il Golfo di Gaeta appare un’esigenza sempre più pressante ed impellente; sebbene essa sia da più parti, richiesta ed auspicata, raramente si è provveduto ad attivare azioni concertate mirate ad un razionale utilizzo delle risorse e delle potenzialità della fascia costiera e ad una autoregolamentazione da parte degli operatori del comparto della pesca. In quest’ottica risulta interessante effettuare uno studio mirato alla gestione della fascia costiera del Lazio meridionale, dal momento che è carente una programmazione generale di sviluppo socio-economico razionale che ha causato un certo degrado sia della fascia costiera terrestre che dell’ambiente marino antistante.

Una corretta gestione della fascia costiera può essere quindi realizzata solo possedendo il maggior numero di informazioni sulle varie componenti che interagiscono con essa e tra loro, ovvero sulla pesca, sullo stato delle acque, sul grado di antropizzazione della costa, sulla bionomia dei fondali, sulle fonti inquinanti, sulle zone protette, sugli strumenti urbanistici, sull’impatto del turismo e sulla maricoltura eventualmente praticata.

 

A fronte di questo stato, il fine ultimo è quello di proporre per un significativo tratto costiero un sistema di gestione integrato della fascia costiera che possa favorire una razionalizzazione delle attività presenti per renderle compatibili con le esigenze della collettività locale.

 

L’obiettivo è quello di fornire le linee guida necessarie ad una corretta gestione della fascia costiera per una migliore e più razionale utilizzazione delle risorse in relazione alle principali destinazioni d’uso del territorio.

Lo scenario auspicabile è quindi quello di uno sviluppo complessivo ed integrato della fascia costiera che veda la partecipazione di tutti gli attori locali nella definizione di proposte di intervento per la riqualificazione ambientale e il miglioramento delle attività produttive.

Il raggiungimento di tale obiettivo comporterà il passaggio attraverso altri obiettivi specifici strettamente correlati ed integrati tra loro:

  • Tipicizzazione e caratterizzazione della pesca nell'area;
  • Individuazione di strategie di tutela e salvaguardia dell’ambientale marino costiero dai fenomeni inquinamento e impatto antropico;
  • Valutazione di inquinamento da materie plastiche;
  • Individuazione di correlazioni tra caratteristiche ambientali e aspetti qualitativi e quantitativi della fauna ittica e del pescato;
  • Analisi della filiera pesca;
  • Presenza delle imbarcazioni da diporto;
  • Valutazione e superamento delle condizioni di conflittualità tra le varie attività esercitate sulla fascia costiera;
  • Redazione di piani per la ridefinizione delle aree e per la gestione delle attività di pesca;
  • Individuazione di attività eco-compatibili alternative alla pesca e loro diffusione nel territorio.

 

A ciascun “attore politico” piacerebbe essere protagonista di un piano di sviluppo ma per fare questo è fondamentale unire le competenze e avere qualità che negli ultimi tempi sembrano non appartenere a questa realtà:

 

Umiltà, Dignità, Rispetto.

 

 

 

 

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